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Finanza personale

Costi nascosti nei prodotti finanziari

Una checklist italiana per distinguere costi di prodotto, servizio e transazione prima di confrontare due proposte finanziarie.

Risparmiatrice italiana che confronta documenti finanziari, calcolatrice e contratto su un tavolo luminoso
Fotografia editoriale realizzata per il tema del dossier.

Il costo di un prodotto finanziario raramente coincide con una sola percentuale. Può derivare dal prodotto, dal servizio dell’intermediario, dalle operazioni effettuate e dalle condizioni di uscita. Confrontare due offerte richiede quindi la stessa unità di misura, lo stesso orizzonte e documenti riferiti allo stesso tipo di servizio.

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Partire dal servizio, non dal nome commerciale

La prima domanda è quale servizio viene prestato: semplice esecuzione, collocamento, consulenza o gestione. Prodotti simili possono avere costi diversi perché cambia il lavoro dell’intermediario. Prima di sommare numeri bisogna separare la remunerazione del prodotto da quella del servizio e chiedere se esistono incentivi o retrocessioni compresi nel prezzo.

La documentazione precontrattuale e il questionario MiFID non sono formalità da firmare in fretta. Descrivono rischi, durata, obiettivi e costi rilevanti per il cliente. Se una voce non è chiara, la domanda utile non è soltanto quanto costa oggi, ma in quali circostanze viene applicata e con quale frequenza.

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Quattro famiglie di costo da tenere separate

I costi una tantum comprendono, quando previsti, ingresso, uscita o sottoscrizione. I costi correnti remunerano gestione e funzionamento. I costi di transazione dipendono dalle operazioni nel portafoglio o dagli ordini del cliente. Possono poi esistere commissioni legate al risultato, con regole che richiedono una lettura specifica.

A queste voci si aggiungono eventuali costi del conto, della custodia, del cambio valuta, del consulente e del disinvestimento anticipato. Non tutte si applicano a ogni prodotto. Una checklist corretta non presume che ci siano, ma chiede dove sono dichiarate, chi le incassa e se il preventivo le include già.

  • Costi una tantum: ingresso, uscita o sottoscrizione.
  • Costi correnti: gestione e funzionamento del prodotto.
  • Costi di transazione: negoziazione interna o ordini eseguiti.
  • Costi del servizio: consulenza, gestione, custodia e altri oneri.
Mani adulte che separano monete in quattro piccoli vassoi per rappresentare diverse famiglie di costo, fotografia dall’alto senza testo
Un supporto concreto per documentare il passaggio, non una decorazione astratta.
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Leggere KID, informativa ex ante e rendiconto

Per i prodotti ai quali si applica, il KID PRIIPs presenta informazioni chiave su rischio, scenari, costi e periodo di detenzione raccomandato. Non sostituisce ogni altro documento, perché alcuni costi possono appartenere al servizio dell’intermediario. L’informativa ex ante stima l’impatto prima della scelta; il rendiconto successivo mostra ciò che è stato effettivamente addebitato.

Il confronto più utile verifica se le categorie usate nei documenti coincidono. Una percentuale annua e un importo complessivo su più anni non sono direttamente comparabili. Conviene riportare entrambi in euro e in percentuale, dichiarare l’orizzonte e distinguere costi certi da quelli dipendenti dalle operazioni o dal risultato.

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Tradurre le percentuali in euro

Una percentuale piccola può sembrare irrilevante se resta astratta. Per valutarla, si applica all’importo ipotizzato e si ripete il calcolo per l’orizzonte considerato. Un esempio puramente didattico deve dichiarare capitale, durata, rendimento lordo ipotetico e costi; non deve presentare il risultato come rendimento atteso.

Il costo riduce la base che continua a produrre rendimento, perciò l’effetto nel tempo non coincide sempre con una semplice moltiplicazione. Un foglio di calcolo può mostrare anno per anno capitale iniziale, rendimento lordo ipotetico, costi e valore finale. Il confronto resta valido soltanto se usa le stesse ipotesi per tutte le alternative.

Due calcolatrici affiancate con monete, gettoni e penne colorate usati per confrontare costi, nessun documento o testo visibile
La verifica finale conserva data, ipotesi e documenti consultati.
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Le domande da fare prima di decidere

Chiedere il costo totale in euro e in percentuale è il punto di partenza. Seguono le condizioni di uscita, il costo del servizio, l’esistenza di classi meno onerose, la frequenza delle operazioni e l’eventuale remunerazione dell’intermediario da parte di terzi. Una risposta orale va ricondotta al documento dove la voce è descritta.

Il prodotto meno costoso non è automaticamente adatto, così come un costo più alto non garantisce qualità. Costi, rischio, liquidità, complessità e coerenza con il profilo devono essere letti insieme. La checklist serve a eliminare differenze invisibili dal confronto, non a sostituire la valutazione personale o professionale richiesta dal caso concreto.

Fonti primarie

Documenti consultati

  1. 01CONSOB, consigli per interagire con un professionista
  2. 02CONSOB, documenti KID PRIIPs
  3. 03Banca d’Italia, educazione finanziaria